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Gianleo Giannini

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January 26

tardi per chiedere scusa

 Mi tieni sulla corda
mi tieni 10 piedi sopra terra
sto sentendo quello che dici
ma non riesco ad emettere alcun suono
dici che hai bisogno di me
poi vai e mi abbatti
ma aspetta...
dici che ti dispiace
non pensavi che mi sarei girato e avrei detto...

che è troppo tardi per chiedere scusa, è troppo tardi
che è troppo tardi per chiedere scusa, è troppo tardi
colgo un'altra possibilità,prendo una cotta per te
e ho bisogno di te come un cuore ha bisogno di battere
( ma questo non è niente di nuovo )
yeah

Ti amavo con il colore rosso del fuoco, ma ora esso sta diventando azzurro
e tu hai detto
scusa come un angelo, ma il cielo non è la cosa per te
Ma sono spiacente

è troppo tardi per scusarsi , è troppo tardi
ho detto che è troppo tardi per scusarsi, è troppo tardi

è troppo tardi per scusarsi, è troppo tardi
ho detto che è troppo tardi per scusarsi, è troppo tardi
ho detto che è troppo tardi per scusarsi yeah yeah
ho detto che è troppo tardi per scusarsi a yeah
mi tieni sulla corda,
mi tieni 10 piedi sopra terra

quel che ho fatto

Quel Che Ho Fatto

In questo addio
non c'è sangue
non ci sono alibi
perchè ho estratto il rimpianto
dalla verità di mille bugie
e così lascia che la pietà
arrivi e cancelli...

quel che ho fatto
affronterò me stesso
per tracciare una croce
su ciò che sono diventato
cancellare me stesso
e lasciar andare quel che ho fatto...

lascia perdere ciò che hai pensato di me
mentre io pulisco questa parete
con le mani dell'incertezza
quindi lascia che la pietà
arrivi e cancelli...

quel che ho fatto
affronterò me stesso
per tracciare una croce
su ciò che sono diventato
cancellare me stesso
e lasciar andare quel che ho fatto...

per quel che ho fatto
ricomincio da capo
e qualsiasi dolore possa mai venire
oggi questo finisce
sto perdonando quel che ho fatto...

affronterò me stesso
per tracciare una croce
su ciò che sono diventato
cancellare me stesso
e lasciar andare quel che ho fatto...

quel che ho fatto
quel che ho fatto
perdonando quel che ho fatto...
November 14

Chi è, da dove viene, come vive l'ingegnere

Ciao, è molto che non aggiornavo il mio blog, ora ho deciso di fare un intervento,per chi mi conosce lo sa che io sono un'eccezione di quello che leggerete sotto,infatti sarò un ingegnere atipico, ma nn voglio svelarvi niente, leggete....:) :

Un racconto esilarante che espone tutte le tappe del diventare ingegneri: dall'infanzia al primo lavoro, passando per la scuola, l'università, i primi amori, la famiglia... Ecco la vita dell'ingegnere "tipo"

E nell'immaginario collettivo, effettivamente, l'immagine dell'ingegnere non spicca per brillantezza. Egli è riconosciuto come un genialoide e ci si fida di lui ogni qual volta si prende un aereo, si sale su una funivia, si passa su un viadotto o dentro una galleria. Ma nella lista delle persone con cui si gradirebbe passare una serata, l'ingegnere viene poco prima del mostro di Milwaukee.

Oltretutto è l'ingegnere stesso ad alimentare questa cattiva fama e a ritenere che la nomea di noiosissimo attribuita ai suoi colleghi (non a se stesso, si badi) sia del tutto meritata. Al punto che il metodo più rapido per far breccia nel suo cuore è dirgli "tu sei un ingegnere atipico".

Ma è tutto vero? Gli ingegneri sono realmente dei noiosissimi fanatici di motori a propulsione idrodinamica, o sotto la rude scorza di civili, elettrici, meccanici, nucleari e quant'altro si nascondono degli allegri simpaticoni ? E in che modo saper risolvere un'equazione differenziale di quarto grado li aiuta nella vita di tutti i giorni?

DA BAMBINO
Ingegneri si nasce o si diventa? Né l'uno né l'altro. Quello che conta è nascere in una famiglia della serie «mio figlio sarà un ingegnere e io farò di tutto affinché ciò accada». Apparentemente simile ai suoi coetanei, dunque, a uno sguardo attento il bimbo predestinato è riconoscibile da alcuni particolari.

Il nome.
L'ovvia osservazione che nessun «Gigi» o «Pino» sarà mai un importante dirigente d'azienda fa sì che il genitore avveduto programmi persino il nome del nascituro, che non viene scelto dall'elenco dei Santi, bensì da quello dei premi Nobel. Più il nome è altisonante e più importante è il personaggio, maggiori saranno le aspettative dei genitori.

L'educazione
E una parte fondamentale del progetto «figlio ingegnere» e una delle più difficili da realizzare. Si tratta di far apparire interessante ed allettante una carriera da progettista alla Fiat. Un'opera propagandistica che, in quanto a fantasia, supera quella del lancio di una nuova versione di Windows.

La tattica è semplice: si tratta di incensare Ingegneria e contemporaneamente gettare fango su tutte le altre facoltà e professioni, con frasi del tipo:
«Guarda com'è robusto e alto quel signore, Elvio; è senz'altro un ingegnere».
«Dai cento lire a quel laureato in scienze politiche che chiede l'elemosina, Odoacre».
«uuuh, Rinaldo, guarda che carina quella bimba. Da grande diventerà sicuramente la moglie di un ingegnere... ».
«Aleramo, fai il bravo, altrimenti chiamo l'idraulico! ».

Tra le mura domestiche verranno lette solo fiabe opportunamente modificate: Biancaneve e i sette ingegneri minerari, Cappuccetto Rosso e il Filosofo cattivo, Pollicino (con il rettore di Lettere nella parte dell'Orco). I papà più diabolici arriveranno anche a doppiare i film e il bimbo crescerà avendo come eroe l'Ingegner Rambo.

I giochi
Mentre i bambini normali fanno le battaglie con i soldatini, l'ingegnerino all'età di due anni ha già ricevuto una confezione da 20 kg di Lego, il Meccano, il Piccolo Chimico e ha dovuto firmare una dichiarazione in cui si impegna, prima di richiedere altri doni, a trovare il punto di fusione dello stagno e a costruire una riproduzione del ponte di Brooklyn in scala 1:10. E se proprio riesce a convincere i suoi a regalargli un bambolotto, si ritroverà ad essere l'unico bambino della compagnia a giocare con «Big jim progettista», in giacca e cravatta e 24 ore in finta pelle.

Al giorno d'oggi cambia la forma, ma resta la sostanza; niente Lego né Big jim, dunque. Ma, quando tutti i bambini videogiocano con Lara Croft o Fifa 2000, l'ingegnerino passa le sue ore al computer a «divertirsi» con Autocad 14.

Come salvarsi
Se vi chiamate Rubbia (di nome), se nella versione del Titanic che avete visto la colpa era di un cattivissimo architetto che aveva sabotato l' altrimenti magnifico piano dell'Ing. Di Caprio e se all'ultimo Natale vi hanno regalato un tecnigrafò, siete messi male. L'unica soluzione è far fuori mamma e papà. Del resto, il fatto che essi abbiano deliberatamente deciso di farvi perdere 5 diottrie e metà dei capelli entro i 24 anni, e di farvi passare il resto della vostra vita a progettare alberi a camme, costituirà sicuramente un'attenuante nel caso vi becchino.

Ma attenzione: pensate prima a come mettere in pratica il vostro proposito. Se vi vengono in mente soluzioni efferate, passi. Ma se pensate di collegare alla maniglia della porta del salotto un'asta a bilanciere che, innestandosi in un toroide genera un impulso elettromagnetico che manda un segnale radiocomandato a un braccio meccanico che agisce sul grilletto di un fucile a precisione...

Se pensate tutto questo, lasciate perdere: l'opera di ingegnerizzazione è stata completata e non c'è più niente da fare.

L'UNIVERSITA'
Per il predestinato, l'iscrizione al Politecnico rappresenta solo un atto burocratico, una banale azione il cui risultato sarà il riconoscimento formale, da parte dello Stato, del suo essere un ingegnere. Cosa che, peraltro, egli sapeva benissimo di essere già dalla nascita.
Pertanto la scelta della facoltà non è il risultato di dubbi angosciosi e di notti insonni passate a sfogliare i piani di studio di tutte le università italiane, da Araldica a Zoologia. No, andare all'università è una cosa che egli sa già fare, geneticamente, come dimensionare un flussometro o calcolare il logaritmo neperiano di 3.

Ma non tutti gli iscritti al primo anno di Ingegneria hanno la forza dei propri cromosomi dalla loro.

C'è chi lo fa come precisa scelta per entrare più facilmente nel mondo del lavoro (salvo poi scoprire, una volta laureato, che le statistiche erano sbagliate, e che sarebbe stato molto più conveniente iscriversi a Geologia o, meglio ancora, fare un corso da parquettista).
C'è chi lo fa perché al liceo aveva 8 in matematica e fisica e chi perché, nelle stesse materie, aveva 4, ma «era tutta colpa dei professori che non sapevano valorizzare il mio lato scientifico. Gliela farò vedere io, chi aveva ragione ... ». Tempo medio di permanenza in facoltà: 3 settimane, 1 mese al massimo, se c'è qualche compagna di corso carina (evento altamente improbabile).

E, a proposito di compagne carine, non mancano nemmeno le iscrizioni dettate dal cuore più che dalla ragione:
«Anche il mio ragazzo si è iscritto a Ingegneria. Così frequenteremo le stesse lezioni e studieremo insieme e ci vedremo tutto il giorno» (Per coppie innamorate e/o psicopatiche).
«Il mio ragazzo si è iscritto a Economia, e la sede di Ingegneria è quella più lontana» (Per coppie già un po' meno innamorate).
«Il mio ragazzo è al secondo anno di Ingegneria: almeno non dovrò comprare i libri» (Coppia che non ha più niente da dirsi o coppia genovese).

Analisi
Mai nome fu più azzeccato: non si contano gli aspiranti ingegneri che finiscono in analisi dopo il 12' tentativo di passare l'esame. E in effetti questo esame è uno dei più grossi spartiacque del corso di laurea: chi riesce a passarlo solo al 10' tentativo perderà notti di sonno, perderà peso e perderà i capelli. Chi lo passa alla prima, in compenso, perderà gli amici: l'invidia è una gran brutta bestia.
In entrambi i casi affrontare l'esame di Analisi 1 ha un che di epico, è un po' come una grande battaglia, ognuno ha la sua fetta di aneddoti più o meno grotteschi da raccontare. E, come le grandi battaglie, anche Analisi 1 ha i suoi eroi.

Pensate a Ciccio (non un gran nome per un ingegnere, ma tant'è ... ) che, dopo mesi di accurata preparazione, si presenta a dare l'esame, salutando gli amici al grido di «ho studiato tutto. L'unica cosa che proprio non so, sono i due teoremi di Lagrange. Non ho capito niente».

... 15 minuti dopo

Professore: «Buongiorno».
Ciccio: «Buongiomo».
Professore: «Dunque.... cosa potrei chiederle... mi dimostri il teorema di Lagrange».
L'uomo comune inizierebbe a urlare, a balbettare patetiche scuse o a piagnucolare sul tono «le giuro che è l'unica cosa che non ho studiato, mi faccia un'altra domanda, la prego ... ».
Ma Ciccio è un eroe e affronta la morte guardandola negli occhi:
«Quale? Il primo o il secondo? ».
«II primo».

A questo punto la platea è conquistata e segue la vicenda col fiato sospeso, sperando nel miracolo. Ciccio è già entrato nel mito e, se cedesse, lo capiremmo. Ma lui no. Prolunga l'agonia e lotta fino all'ultimo.

«Veramente il Primo non l'ho fatto».
«Non importa. Mi dimostri pure il secondo».
«Non ho fatto neppure il secondo. Vado? ».
«Vada».

Applausi e pacche sulle spalle.

Ciccio è anche il perfetto esempio di un'altra classe di laureandi: lo sfortunatissimo. Quello a cui chiederanno sempre l'unica parte che non ha studiato 0, se ha studiato tutto, quella che ha capito un po' meno o, se ha capito tutto, qualcosa che non è nel programma o che non è neppure ancora stato dimostrato.
Per questo, all'appello successivo, i Cicci combattivi si preparano sempre più meticolosamente, arrivando a telefonare ai pronipoti di Lagrange, per chiedere se per caso il loro trisavolo non avesse un terzo teorema gelosamente custodito nel cassetto (la probabile risposta sarà: effettivamente sì, l'abbiamo venduto ieri a un professore di Ingegneria, ha detto che lo avrebbe usato per un esame ... )

Alla fine però, stanchi di lottare, i Cicci di tutte le sezioni di Ingegneria si piegheranno al destino, accetteranno qualunque voto pur di porre fine al calvario e si laureeranno con un'immeritatissima media del 22.

Scienza delle costruzioni
Esperienza comune a tutti i corsi di laurea, è considerato dai professori e da una certa categoria di studenti come un esame fondamentale per la formazione del laureando. E' invece un orrido mattonazzo secondo altri studenti, quelli che hanno una vita.

La materia insegnata varia a seconda del corso di laurea, così come l'insegnante. Ciò nonostante alcune peculiarità si manifestano trasversalmente in tutte le sezioni, da Elettronica a Gestionale:

> il professore ha 80 anni, un nome strano e ripete la stessa lezione, parola per parola, negli stessi giorni e alla stessa ora da 35 anni. Lieve controindicazione: gli ultimi ritrovati della scienza e della tecnica sono un tantino «trascurati» e il professore, nella lezione del 12 febbraio, auspica l'avvento di uno strumento di calcolo più veloce del pur sempre utilissimo regolo.
> non esiste alcun libro su cui studiare. Oppure ce ne sono 12, da cui prendere a spizzichi e bocconi. Oppure ce n'è uno solo, ma è in tedesco, scritto a mano con calligrafia indecifrabile.
> l'esame comincia con la frase «Le chiederò qualcosa di facile ... » e finisce con lo studente in lacrime, giunto al livello più basso della sua autostima.

Contrariamente ad Analisi, Scienza delle costruzioni è un esame che si passa alla prima. La variabile, in questo caso, è il tempo necessario per prepararsi e per passare lo scritto. Ed è una variabile molto variabile: si va da tre settimane (il figlio del rettore) ad alcuni anni.

In più è un esame letale per quelli successivi, perché in qualunque caso provoca reazioni scomposte dei professori e tre frasi tipiche:

> Per chi lo ha passato per un pelo: «Eh, ma lei mi ha preso solo 18 di Scienza, io non posso certo darle di più. Che figura ci faremmo?».
> Per chi lo ha passato alla grande: «Ma come? Lei mi prende 30 di Scienza delle Costruzioni e mi viene a dire che non conosce la teoria di Xrebohjhrtevic? Ma lo ha passato lei o un suo sosia?».
>Per chi non lo ha ancora sostenuto: «Ma come? Lei non mi ha ancora passato Scienza e si presenta qui da me?».

L'ultimo caso è il peggiore, perché a questo punto al povero studente tocca pure sorbirsi un'ardita metafora, diversa a seconda della sezione:
> (Civile) «Lei vuole costruire il tetto prima di aver gettato le fondamenta?».
> (Meccanica) «Lei vuole progettare il tergicristallo prima di aver dimensionato il motore?».
> (Chimica) «Lei vuole fare reagire lo stagno con l'uranio e invece usa il plutonio?» (metafora che non c'entra assolutamente niente; del resto i chimici sono gente strana).

L'ultimo esame
Il passaggio del tempo a Ingegneria è segnato dall'allungarsi dei nomi degli esami. Si passa da Fisica a Meccanica Razionale (strano nome che sottintende l'esistenza di una Meccanica Irrazionale) a Meccanica Applicata alle Macchine. E ultimo esame, pertanto, di solito si chiama «Ingegneria del Reattore Nucleare a Fusione», “Cinetica Statica dei processi chimici industriali” o “Principi e Metodologie della Progettazione Meccanica”.

La prima parte del corso, quella più complessa, consiste nell'impararne il nome a memoria.
La seconda parte è una prova di coraggio e fantasia: si tratta di presentarsi all'esame sapendo il meno possibile e di inventare la scusa più assurda per giustificare la propria totale impreparazione.
A riprova del livello di ottenebramento psichico raggiunto, il laureando pretende non solo di passare l'ultimo esame senza sapere nemmeno di cosa parli, ma se prende meno di 28 si lamenta pure.
D'altro canto, applicato nella vita di tutti i giorni, il ragionamento non è del tutto campato in aria: al bar, per esempio, dopo ventotto birre si può sperare che almeno la ventinovesima sia offerta dalla casa.

La tesi
E una specie di rappresentazione teatrale della vita che verrà, dell'impatto, ormai prossimo, dell'ingegnere con il mondo del lavoro. In quanto tale, i primi mesi di tesi vengono passati nell'inattività più assoluta (rappresentazione della disoccupazione). Poi a giocare a Tetris con il potentissimo computer acquistato per scrivere la tesi (periodo di formazione). Quindi ci si getta nella stesura della tesi vera e propria, con l'entusiasmo del neoassunto.

Qualche mese dopo, da questo sforzo titanico uscirà un'imperdibile opera di 600 pagine, interessantissima già a partire dal titolo: Influenza della pallinatura sulla resistenza a fatica di un composito a matrice metallica. Dopo aver speso novecentomila lire tra fotocopie e rilegatura, il quasi ing. si avvia orgoglioso in segreteria, consegnando la tesi con una settimana di anticipo rispetto alla scadenza, «cosi avranno il tempo di leggerla con più attenzione».

Li lo sbarbato vedrà che il suo prezioso lavoro verrà riposto in una campana di plastica bianca con la strana scritta «Solo Carta» e gli verrà consegnato un modulo in cui gli si chiede di esporre in tre righe titolo e contenuto della tesi. Tre! Riuscire a condensare in tre righe sei mesi di ricerche è un'impresa che meriterebbe la laurea ad honorem in Lettere. Vista la lunghezza dei titoli, tra l'altro, si finisce con lo scrivere cose del genere:

Tìtolo: Analisi della fattibilità del progetto di contenimento dell'inquinamento acustico nelle immediate vicinanze dell'Aeroporto di Malpensa 2000, mediante l'installazione di barriere fonoassorbenti in silicato laminato. Contenuto: Fattibile». Dopodiché, 10 minuti di discorso dall'effetto più potente di un litro di valium e l'ingegnere è finalmente tale. Il suo destino è compiuto.

CERCARE LAVORO
Uh uh uh uh aha: illusion
Ultimo anno di liceo. E maggio. La maturità, e la matura età, sono alle porte. C'è l'esame e dopo... la vita. Per prepararsi alla maturità basta studiare. Ma come prepararsi alla vita? Niente di meglio che una bella sessione di «Incontri preparatori alle grandi scelte della vita. Come capire qual è la facoltà giusta». Oggi è la volta di ingegneria. Dalla cattedra si alza e parla un top manager molto convinto; in platea siedono e pensano ragazzi molto scettici e poco interessati.

Top Manager Convinto: «Buongiorno ragazzi. Vi vedo bene».
Ragazzo Scettico: (bravo, hai scelto gli occhiali giusti).
«Siete giovani ed è giusto che adesso siate spensierati ... ». (Veramente io me la sto facendo addosso al pensiero della maturità).
« ma dovete anche pensare al futuro». (Ci penso eccome: speriamo che non mi chiedano Dante).
«E il futuro nel vostro caso si chiama studio». (Però! 3 anni di asilo, 5 di elementari, 3 di medie, 5 - incrociando le dita - di liceo e il mio futuro «si chiama studio»? Che fantasia!)
«lo sono qui per illustrarvi i pregi della scelta di Ingegneria. E per non essere troppo astratto, vi illustrerò le tappe del mio personale cammino».

(Ecco, bravo, spiegami cosa devo non fare per non diventare come te.)

Seguono 40 minuti di «tappe», durante i quali di tutto si parla tranne che di soldi. Ma il Top lascia comunque intuire che si guadagni una barca di denaro e, miracolo, molti scettici cominciano a cambiare idea e a domandarsi:
«Ma sarà facile trovare un lavoro? ».
«Vi starete domandando se è facile trovare un lavoro. Beh, lasciate che vi dica una cosa: è come trovare una donna per una rockstar! Ve lo assicuro, ragazzi: altro che laurea, altro che quinto anno, già al quarto avrete alla porta le migliori aziende italiane che vi imploreranno di andare da loro.

«Abbiamo fame di ingegneri. Per bruciare i tempi avevo quasi pensato di portare dei contratti già oggi. Per cui ragazzi anzi, Ingegneri, vi prego: fate in fretta. Abbiamo bisogno di Voi».

Quattro anni dopo, il fu studente scettico, ora aspirante top manager convinto, se ne uscirà con frasi del tipo:
«Mamma, oggi mi sono iscritto al quarto anno. Se passa Agnelli, digli che sono occupato, devo studiare, semmai . lo richiamo. Anzi, sai che faccio? Stacco il telefono, così mi lasciano in pace».

Dopo un altro anno abbondante, esaltato dalla laurea appena conseguita e ancora sull'onda dell'illusione «da incontro preparatorio», il neo ingegnere non accenna neppure a cercare lavoro. Se ne sta beatamente seduto ad aspettare che il lavoro cerchi lui.
Dopo un mese di silenzio assoluto ha un'intuizione geniale: non lo cercano perché nessuno ancora sa della sua laurea; la grande mossa pertanto consiste nel telefonare alla Telecom per fare aggiungere un «Ing.» davanti al suo nome nell'elenco.

Dopo un altro mese passato nell'indifferenza generale, comincia a sospettare che il telefono sia rotto; acquista un cellulare e di tanto in tanto si chiama da solo per vedere se il telefono di casa funziona ancora.

I primi curricula
Ai terzo mese, essendo un tipo sveglio, l'ingegnere capisce di essere stato preso per i fondelli e comincia attivamente a cercare lavoro, inviando tre curricula miratissimi: uno alla Nasa, uno alla fondazione Nobel e uno alla «Punzonatrici Rossi & Figli», una ditta con tre dipendenti e un fatturato annuo di 42 milioni ma con ottime caratteristiche pratico - logistiche (è a venti metri da casa).

Gli annunci sul giornale
La fase successiva è quella dell'acquisto e della febbrile consultazione di «Repubblica» al giovedì e del «Corriere» al venerdì. Se ancora si illudeva di essere una persona comune e di poter fare un lavoro normale, la lettura degli annunci economici toglie ogni residua speranza al neo ingegnere.

Si passa dalla richiesta di un... «Seníor Customer Engineer, con esperienza di almeno 4 anni nel supporto specialistico ai grandi clienti in ambienti Mission Critical su reti di elevata complessità. E' richiesta inoltre predisposizione alla Customer Satisfáction>>

... all'annuncio più informale, frivolo, quasi un invito in discoteca: «Il nostro cliente è la filiale di una potente multinazionale. Sono splendide le loro macchine punzonatrici, laser e piegatrici per lavorare la lamiera. Ricerchiamo un Project Manager un po' speciale che porterà un po' di esperienza succhiata in società di ingegneria, impiantistica o progettazione».

A parte l'ovvia considerazione che chiunque abbia pensato questi annunci (tutti veri soffre di gravi turbe psichiche, si nota un'altra misteriosa peculiarità: in quelli letti dal neolaureato si cerca sempre qualcuno con almeno 2 anni di esperienza, mentre chi vuole cambiare lavoro (e chi non lo vorrebbe, dopo qualche anno passato in compagnia di «splendide macchine punzonatrici»?) non trova altro che richieste di neolaureati.

Altri curricula
La terza e ultima fase è quella della disillusione totale o «chicojocojo» (dal nome di un famoso lanciatore di coltelli giapponese): l'invio di curriculum a raffica.
E un'escalation: la prima settimana sono 50, poi 100, 200, 400 e così via, al punto che il primo anno di stipendio servirà solo a coprire le spese postali.
Di rimando alle 700 lettere inviate arrivano ben quattro risposte: tre sono variazioni sul tema «La ringraziamo per l'interessamento e, volassero gli elefanti, prenderemmo in considerazione la sua proposta. Non ci scriva mai più!».

La quarta lettera, miracolosamente, è l'invito a un colloquio.

Il colloquio
E uno scontro fra titani. Il re della domanda subdola contro il principe della risposta ipocrita. Da una parte si esordisce con «Come mai ha scelto proprio la jenningsen Technology?», dall'altra si pensa: «Perché, fra tutte le lettere mandate completamente a caso, siete gli unici fessi che mi hanno risposto» ma si risponde: «Le dirò, operare nel campo delle brocciatrici è sempre stato il mio grande sogno».
«Ci dica un suo difetto» «Tendo a essere troppo preciso e mi lascio prendere in maniera eccessiva dal mio lavoro». «Stiamo cercando una persona dalla spiccata personalità ... ». «Non mi faccio mettere i piedi in testa da nessuno».
« ... ma che sappia anche lavorare in team e riconoscere l'autorità dei suoi superiori». «Signorsì! ». «Le piace viaggiare?». «Molto e credo che poter viaggiare per lavoro sia un grande privilegio». «Peccato, perché la sede di lavoro sarà nell'hinterland milanese». «da anni che desidero avere l'occasione per approfondire la conoscenza di Rozzano. A mio modo di vedere, una piccola Parigi». «Visto il particolare momento, lo stipendio che le potremo offrire per un periodo iniziale, diciamo per i primi dieci anni, non sarà elevatissimo». «I'importante è avere l'opportunità di fare esperienza in una società come la Vostra». Questa è la frase magica. Massima flessibilità e minimo costo: l'ingegnere ha trovato lavoro. Fuori uno. Per il nostro premier, che sia Berlusconi o D'Alema, si tratta ora di assegnarne soltanto altri 999.999.

LAVORI TIPICI
Quando ci si sente dire «leri ho conosciuto un tizio simpatico; fa il bancario», non si risponde «Ah, e che lavoro fa?» (a meno che non si voglia passare per idioti). Un bancario lavora in banca.
Parimenti un fotografo fotografa, un insegnante insegna e un giornalista scrive articoli sul giornale.
Un medico potrà avere diverse specializzazioni, ma si occuperà pur sempre di curare le persone.
E un ingegnere? Che fa un ingegnere? Tali e diversi fra loro sono i suoi possibili impieghi che rispondere alla domanda «che lavoro fai?» con «ingegnere» è come descrivere Bruno Vespa dicendo che «appartiene alla razza umana».

La carriera dell'ingegnere giustamente motivato sarà fulminea: partito come Junior Assistant Consultant, dopo due anni diventerà Assistant Consultant e in altri due Senior Assistant Consultant.

Poi Consultant, Senior Consultant, Consultant +, Consultant con lode, Consultant Doppio Malto.

Dopo 43 anni diventerà Manager e poi Partner e finalmente qualcuno gli spiegherà che cacchio di lavoro ha fatto fino ad allora.

Il commerciale
E quello che risponde agli annunci in cui si cerca un Sales Manager. Lavora nel reparto vendite di un'azienda leader in qualcosa in un qualche punto dell'Universo. E giusto che, oltre a ragionieri e laureati in economia, il reparto marketing impieghi anche un ingegnere: niente di meglio di un tecnico specializzato per interfacciarsi coi clienti e avere rapporti con loro con la forza del sapere dalla propria. Purtroppo, dopo qualche anno lontano dai macchinari, l'ingegnere si deingegnerizza e il suo lavoro diventa: rispondere alla telefonata del cliente, ascoltare la sua domanda, frugare nel proprio bagaglio tecnico, non trovare niente, dire: «Attenda in linea che le passo l'ufficio tecnico».

Col passare del tempo il commerciale migliora vieppiù le sue doti di interfacciamento fino al giorno in cui si infila una gonna e decide di farsi chiamare Cinzia, prendendo piena coscienza della sua identità di centralinista.

Il dottorando
L'imboscato, quello che ha capito che tipo di lavoro fanno gli ingegneri e vuote sfuggire a tutti i costi a quel triste destino, dandosi all'insegnamento universitario.
All'uopo si accoda a uno dei tanti baroni dotati di cattedra, diventandone l'assistente. Ciò gli vale l'assegnazione di importanti incarichi, quali portare la borsa del professore, aprirgli la porta quando passa e riverniciargli lo studio, compito riservato solo a pochi eletti. Come unica consolazione gli viene concesso di partecipare agli esami. La notte prima la passa insonne a progettare ogni possibile nefandezza, felice per la possibilità di vendicarsi di tutti quegli ingiusti 30 concessi alle sue compagne di corso dalla gonna un po' corta. Inutile dire che, da pezzo di pane qual è, tutti gli studenti cercano di essere interrogati da lui e che, alla vista della prima caviglia, è 30 e lode per tutti.

L'ingegnere
Oscura e serissima figura, circondata da un alone di mistero e di timore reverenziale, tiene nelle sue mani il potere assoluto riguardante uno dei più importanti esami della nostra vita: quello della patente.
Si tratta di un personaggio che suscita inquietanti interrogativi, che contribuiscono a rafforzare il mito dell'ingegnere in senso lato: innanzitutto, perché si chiama «Ingegnere»? C'è bisogno di una laurea per capire che se uno va contromano è meglio non dargli la patente? E se davvero ce n'è bisogno, perché proprio quella in ingegneria? Gli ingegneri guidano molto meglio degli architetti? O degli avvocati?

Ingegnere edile
Quello che, fra 1 tutti i colleghi, ha più contatto con la realtà.

Manco troppo, comunque, visto che in cantiere all'ingegnere viene riservato lo stesso trattamento che si adotta con il nonno rompiballe che ancora si crede il capofamiglia. Egli passeggia per il cantiere, impartendo direttive ed è tutto un «Buongiorno ingegnere, certo ingegnere, sarà fatto, sissignore ingegnere». Mezzo secondo dopo che se n'è andato ci si dimentica di lui e dei suoi ordini e si riprende a lavorare sul serio.

Il momento più alto è quando si tratta di eseguire dei calcoli vitali per il proseguimento dei lavori. Il cantiere è fermo, in trepida attesa. L'ing. consulta il manuale, gli appunti e le sue risorse mentali.

Armeggia con un centinaio di strumenti ed emette il verdetto: qui ci vuole una putrella da 25,7 mm di diametro. Ed è vero. La putrella da 25,7 è perfetta per lo scopo. Anzi, lo sarebbe, se non fosse per il piccolo particolare che le putrelle da 25,7 non esistono. Ma all'ingegnere non importa, non è un problema suo se i produttori di putrelle non tengono conto delle esigenze del cantiere. Egli ha indicato la retta via, spetta agli altri trovare un modo per seguirla. Se fosse per lui, ne potrebbero anche ordinare uno stock su misura e se i costi del progetto dovessero raddoppiare, pazienza. Cos'è il denaro, di fronte alla perfezione di un pilone in cemento armato? A risolvere l'impasse, arriva l'operaio anziano che dà un'occhiata alle carte e butta li un «è vero. Però anche quelle da 26 (esistenti) vanno benone».

Progettista di flussometri
Ovvero l'impersonificazione della tristezza.
Sede di lavoro: fabbrichetta a conduzione familiare, di proprietà del suocero, nell'estrema periferia di un qualsiasi hinterland nord italiano, lontano da tutto ma «comodo autostrada». Il miracolo economico italiano, insomma.
Obiettivo: progettare e garantire l'evoluzione tecnologica di un apparecchietto grosso come una moneta da cento, che andrà inserito in un raccordo in gomma per tubazioni plastiche, prodotto di punta della ditta e orgoglio del bisnonno fondatore.
Il progettista si distingue dagli altri ingegneri perché alla domanda «Che lavoro fai?», invece di rispondere «ingegnere» e glissare con un commento sul tempo, abbraccia il suo interlocutore e scoppia in un pianto irrefrenabile.

Responsabile controllo qualità
Uno dei lavori più di moda, ultimamente. Intanto è bene chiarire che «qualità» in questo caso è un termine tecnico, che non ha niente a che vedere con «cosa fatta bene».
La qualità di cui si parla, infatti, si riferisce al processo produttivo dell'azienda e non al prodotto finale.
Per essere un'azienda di qualità, bisogna che la linea produttiva sia organizzata in modo tale che il prodotto finito, diciamo un motore, preso in un giorno qualsiasi sia uguale identico al motore prodotto due mesi dopo. Sulla qualità del motore stesso, non dice niente nessuno.

In pratica un'azienda che produce un motore schifoso potrà definirsi di qualità se, nel tempo, produrrà motori sempre ugualmente schifosi. Se invece di tanto in tanto glie ne dovesse scappare uno buono, beh, sarebbe il segnale che c'è qualcosa che non va.

Il compito dell'Ingegnere Responsabile del Controllo Qualità è far si che ciò non accada.

Intrecciatore di perline
Sì, proprio così. Oppure il cabarettista, l'intagliatore di legno e tutti gli altri classici mestieri «da scoppiato». Se a prima vista la cosa suscita stupore e sdegno («II figlio di quella lì era ingegnere e adesso ammaestra elefanti in Indonesia. Dove andremo a finire!»), esaminando i lavori elencati qui sopra e provando a calarsi nei panni di chi li ha fatti per davvero si può capire come, dopo una decina di anni di «implementazione dell'awareness del prodotto», il richiamo di una nuova vita da coltivatore di maracuja possa diventare irresistibile.

L'invenzione che cambierà il mondo
Questo è il vero sogno di ogni ingegnere. E la parola «sogno» cade a fagiolo: generalmente è proprio al risveglio da un lungo sonno che l'ingegnere è convinto di aver avuto l'idea che cambierà la storia. A quel punto prenderà un periodo di aspettativa, si chiuderà in casa e ne uscirà due mesi dopo con il prototipo di una cyber mano per videogiochi che, collegata a un joystick, replichi esattamente i movimenti che la propria mano fa con un secondo joystick.

A quel punto, se la moglie vuole divorziare gli chiederà: «Ma a cosa serve?. Se invece gli vuole impartire una delusione più moderata gli dirà: «Bello. Ma credo che i giapponesi l'abbiano già inventato». Se lo ama ancora come ai primi tempi, gli darà una tisana e lo metterà a letto, sussurrandogli: «Geniale. Ma credo che il mondo non sia ancora pronto».

LA CARTA STAMPATA
Tra le letture dell'ingegnere c'è il quotidiano a tiratura nazionale, che acquista tutti i giorni e non legge mai. Il mensile in inglese, di solito il «National Geographic» o «Science», anch'esso mai letto ma che ha almeno l'onore di essere sfogliato (l'ingegnere guarda le figure, come in «Topolino»). Per la narrativa, i grandi classici, acquistati a botte di opere omnie, e qualche libro di fantascienza. In questo quadro apparentemente normale, l'occhio attento potrà scovare le prove dell'ingegnerità di padrone di casa. sul comodino, in mezzo a copie intonse di «Time Magazine» e «Scienza e Víta», fanno capolino un paio di riviste specialistiche tipo «Lamiera» o «Saldature Moderne», con interessanti articoli sul mercato degli interruttori bífasici pieni di appunti e sottolineature. Negli scaffali, tra un Proust e un Asimov, troviamo Il manuale del calcestruzzo.

Ma il libro per eccellenza è il Manuale dell'Ingegnere, un'opera omnia che racchiude la summa del sapere tecnologico mondiale, prezioso riferimento nella sua vita di tutti i giorni; ogni sera, prima di dormire, una sfogliatina: come la Bibbia. Qualunque sia l'impiego dell'ingegnere, il manuale è sempre lì, a dargli una mano, a ricordare tutta la teoria che sta alla base della soluzione di ogni problema pratico.

Per problemi particolarmente complessi, dove anche il Manuale dell'Ingegnere nulla può, il nostro eroe rispolvera dalla preziosa teca in cui lo conserva il classico dei classici, l'unico libro che egli abbia veramente letto e amato in vita sua: il Manuale delle Giovani Marmotte.

IL SENSO DEL' UMORISMO
Fatto che può sorprendere chi non li conosce, gli ingegneri sono dotati di un grande senso dell'umorismo. Lungi dal renderli il fulcro di una serata, però, questo «dono» li isola ulteriormente dal resto del mondo.

Le battute sulle Serie di Fourier, infatti, sono divertentissime, ma quando solo altre due persone nella tua città sono in grado di capirle, il senso dell'umorismo è un ben misero dono.
E così, quando a fine cena scatta il momento delle barzellette, l'ingegnere si rabbuia, chiudendosi in se stesso, alla disperata ricerca di una barzelletta comprensibile o, peggio ancora, cercando di adattarne una al livello culturale dei commensali. In entrambi i casi è meglio sorvolare sul risultato. Per dovere di cronaca, riportiamo una delle più divertenti barzellette mai raccontate da un ingegnere. «C'è una festa di funzioni. Il Logaritmo parla con x2, Cos(X) sbircia nella scollatura di Sen(x), Tangente di x cura i suoi affari. Tutti si divertono un mondo, tranne ex, che se ne sta sola soletta in un angolo. Sen(x) le si avvicina e le dice: «Dai, non stare lì tutta sola, vieni a parlare con noi, integrati!». «Eh, tanto è lo stesso ... ».
Nota: poiché non c'è niente di peggio che spiegare una barzelletta, l'autore si rifiuta di farlo.

Le barzellette
Ancora più sorprendente, vista la nomea di noiosità che si portano dietro, è che nelle barzellette sugli ingegneri venga loro attribuito il ruolo del furbo/simpatico, quello che era riservato all'italiano nelle storielle con l'inglese e il francese.
Certo, in queste barzellette l'ingegnere va in giro con un fisico e un informatico e non ci vuole molto a svettare in una simile compagnia, ma resta la soddisfazione dell'essere considerato bene. A titolo di esempio:
Un ingegnere, un fisico e un informatico fanno un viaggio in auto. A un certo punto l'auto si blocca.
L'ingegnere: «Prima ho sentito un rumore strano. Secondo me si è rotta la cinghia dell'alternatore, dovremmo provare a sostituirla».
Il fisico: «Hmmm, secondo me si è surriscaldato il motore, dovremmo aggiungere dell'acqua nel radiatore».

L'informatico: «Perché non proviamo a uscire e rientrare?».
Se invece prova ad aggirarsi da solo nel mondo delle barzellette, il nostro eroe non fa una gran bella figura:
Durante la rivoluzione francese, tra i condannati alla ghigliottina c'è anche un ingegnere. Prima di lui devono però essere giustiziati un nobile e un frate.
Il nobile sale sul patibolo e il boia gli chiede: «Vuoi essere giustiziato con la faccia in giù o rivolta verso il cielo?».
«Sono di sangue reale! Noi non chiniamo mai il capo!» e si sistema a faccia in su. Parte la lama e ... stonk! si blocca a pochi centimetri dal collo. «Che quest'uomo vada libero! » ordina l'ufficiale che dirige le esecuzioni.

Tocca al frate: «Vuoi essere giustiziato con la faccia in giù o verso il cielo?» chiede ancora il boia. «Voglio guardare il cielo, dove sta Nostro Signore» e anche lui si mette a faccia in su. Di nuovo la lama scatta e... stonk! Ancora una volta si ferma prima del collo del frate. ~

Per ultimo sale l'Ingegnere. Solita domanda cui anche l'Ingegnere risponde «verso l'alto».
Il boia sta per calare la mannaia... «Alt!» grida l'ingegnere. «Fermi tutti, ho trovato il guasto! ».

RITRATTO DI UN INGEGNERE

Il look
E' opinione diffusa che l'ingegnere non badi molto al proprio aspetto e si vesta in base a due soli principi: evitare la morte per congelamento ed evitare l'arresto per offesa al pudore. In realtà, analizzando più attentamente il look di un ingegnere, si nota non una totale assenza di cura e gusto, bensì un'attenzione al proprio abbigliamento «a digradare», dall'alto verso il basso, che riflette la disattenzione crescente con cui l'ingegnere si esamina allo specchio.

Pettinatura normale, ben rasato, gli occhiali potrebbero addirittura essere di Armani. La giacca è decente e la cravatta non ci sta poi così male (anzi, per una coincidenza fortuita, una delle paperette riprende il colore della giacca). Con la camicia iniziano le prime discordanze cromatiche. Indossati pantaloni e cintura, sempre gli stessi indipendentemente da cosa porta sopra, l'ingegnere perde ogni residuo interesse al tema «abbigliamento» e si arriva così all'orrore finale: i calzini, sfidando qualsiasi legge della probabilità, non sono mai in tinta con il resto dell'abito e talvolta neppure fra loro.

Le scarpe
...beh le scarpe devono solo essere comode e calde; a questo proposito è solo un ultimo barlume di self-control che impedisce all'ingegnere di presentarsi al lavoro calzando dei moon-boot.

La conversazione
Essendo una persona colta e intelligente, conversare con un ingegnere sarebbe un'esperienza piacevole, se non fosse per la sua mania di voler sempre spiegare tutto a chiunque. Nei cromosomi dell'ingegnere è infatti scritto a chiare lettere il desiderio di migliorare l'umanità. Per questo motivo egli è tecnologicamente incontinente.

Tenere per sé le proprie conoscenze gli sembra un atto di egoismo inconcepibile ed è facile trovarlo intento a spiegare le basi teoriche della fissione nucleare a un'allibita platea di zie poco competenti e ancor meno interessate. Il genere di argomenti affrontati fa di lui un oratore incontrastato: quando attacca a spiegare l'albero a camme la platea si paralizza per paura che un colpo di tosse, un movimento del capo o un barlume di vita nell'espressione possa essere scambiato per un segno di interesse e interpretato come incoraggiamento ad andare avanti.

Insomma, l'ingegnere è vinto dalla paura che gli altri possano non capire, che possano malinterpretare qualcosa. Per questa ragione spiega ogni sua idea, e dopo averla spiegata la rispiega, cercando di renderla più semplice con l'ausilio di esempi pratici. Quello che voglio dire è che un ingegnere, preso dalla smania di farsi capire, perde un po' di vista la realtà e si incaponisce nella spiegazione e rispiegazione di concetti ormai chiarissimi, inframmezzando il discorso con un repetitajuvant ogni tre frasi, e se qualcuno non lo fermasse egli potrebbe anche andare avanti all'infinito, perché secondo lui...

La curiosità
L'ingegnere è un gran curiosone. Come al Solito, questa sua caratteristica non è rivolta verso la vita di tutti i giorni: a lui non importa sapere con chi si è messo il tale o con chi ha litigato il tal altro. La sua curiosità è rivolta al mondo degli oggetti. Egli cerca sempre di capire come funzionano le cose.

Appena ha un attimo libero, prende un apparecchio, lo smonta tutto e dice: «Aah, ecco come funzionava».
Da notare il corretto uso del passato, visto che nove volte su dieci il pezzo non tornerà mai più quello di una volta. L'ingegnere è a tal punto assorbito dalla magia dei funzionamento che, anche di fronte a un apparecchio mai visto, egli non si chiede: «A cosa serve?», ma «Come funziona?».
Diretta conseguenza di questa deformazione mentale è, sul lavoro, la produzione di complicatissimi marchingegni che funzionano perfettamente ma non servono a una mazza.
Gli psicologi avrebbero buon gioco nel risalire alle cause di questo comportamento: tutto nasce da una bugia detta da bambino quando, dopo aver irrimediabilmente rotto la radio, l'ingegnere in erba dice al papà «Volevo capire come funzionava». La reazione del padre, che si commuove e lo porta a esempio con i parenti, gli fa capire che quella è la strada giusta: è nato un nuovo smontatore folle.

Per lo stesso motivo, l'ingegnere è facilmente riconoscibile quando porta la macchina dal meccanico o chiama il tecnico della caldaia, perché si piazza immediatamente alle sue spalle per vedere cosa fa, tempestandolo di domande sul funzionamento di ogni singolo pezzo, cercando di aiutarlo ma, di fatto, rendendogli il lavoro ancora più complicato.

L'amore per le novità
Il riso abbonda sulla bocca degli stolti, si sa. A puntuale riprova di questo detto, la maggior parte delle invenzioni, anche quelle che hanno cambiato il mondo, sono state accolte da scetticismo e manifestazioni di scherno.

Dei primi treni, che «sfrecciavano» a 25 km/h nelle campagne inglesi, si diceva che andavano troppo veloci, mentre delle prime automobili si disse che non avrebbero mai potuto sostituire il cavallo. Il direttore generale del Ministero delle Poste americano definì «completamente idiota» l'idea dell'illuminazione elettrica, mentre il suo collega inglese rifiutò il telefono perché c'erano già abbastanza fattorini.
Insomma, gli ingegneri sono abituati a scontrarsi con l'ottusità dei loro finanziatori e non vi prestano neanche più attenzione.
Per loro il problema è un altro. Come delle Cassandre tecnologiche, essi vedono il futuro e abbracciano con entusiasmo qualsiasi novità, purché contenga almeno 30 microchip e un'ottantina di funzioni automatiche. Il dramma è che, in quanto precursori, si trovano da soli in un deserto di persone scientificamente primitive e non sanno con chi condividere le gioie del progresso.

Si pensi al dramma di chi comprò il primo televisore (sicuramente un ingegnere) e si ritrovò a fissare per mesi uno schermo con scritto «prova», tentando di convincere i propri amici di aver fatto un buon acquisto. Oppure la situazione in cui si sono venuti a trovare Meucci, Bell e Popov, uno italiano, uno americano e uno russo, ognuno dei quali sostenne di aver inventato il telefono. Indipendentemente da chi ebbe l'idea per primo, è certo che i tre potevano solo telefonarsi tra loro («oh, squilla il telefono. Suspense. Sarà Bell oppure Popov?»), non capendo niente di quello che si dicevano e spendendo milioni in telefonate intercontinentali.

Ciò nonostante, la sola idea di poter dire « io ho comprato il primo computer» manda gli ingegneri in solluchero ed è per questo che, nelle soffitte delle loro case, è facile trovare cumuli di inutilizzatissimi quanto costosi videotelefoni, televisori a schermo largo e videoregistratori betacam, tutti idealmente accomunati dal pensiero «Chissà come mai non hanno avuto successo? Funzionavano così bene ... ».

Il marchio indelebile
Per motivi oscuri, un sacco di gente adora pronunciare la parola ingegnere. Chi lo è, può stare sicuro che tutti glielo ricorderanno continuamente, facendo squillare gaiamente questo appellativo ogni volta che lo incrociano. «Buonasera Ingegnere! Buongiorno Ingegnere! » non scorderanno mai di precisare il vicino di casa, il benzinaio, il meccanico, l'edicolante... mentre nessuno al mondo si rivolgerebbe a un laureato in un'altra disciplina scientifica con un cordiale: «Buongiorno Fisico!» o «Buongiorno Matematico! ».

E questo nonostante la qualifica di ingegnere non corrisponda affatto a un mestiere (gli ingegneri, notoriamente, sono in grado di fare qualsiasi lavoro, perché quello che conta è la «struttura mentale») ma semplicemente a una laurea.

Insomma, per colui che un tempo si chiamava Andrea, Guido o Matteo, «ingegnere» diventa una sorta di marchio indelebile che lo accompagnerà fino alla morte, che faccia un vero lavoro da ingegnere o che sia disoccupato, che sia in pensione o che abbia completamente cambiato mestiere («Devo andare a farmi otturare un molare dal mio ingegnere»).

A uso degli ingegneri, possiamo provare a individuare le tre principali motivazioni di un simile comportamento. Una persona ti chiamerà ingegnere se:
>Non si ricorda come ti chiami (Esempio tipico: il capo quando fa il giro degli uffici con un cliente importante: «Le presento... ehm... il nostro ingegnere»).
>Ti sta prendendo per il **** (i vicini di casa, il giorno dopo l'iscrizione all'università: «Allora, come sta il nostro ingegnere?»).
>Sta cercando di fregarti (il fotografo che ti salta addosso appena hai messo piede fuori dall'aula magna, mezzo secondo dopo esserti laureato. «Ingegnere, lo vogliamo prendere il ricordo della tesi? Sono solo 250.000 lire per quattro foto, un vero affare»).

L'ingegnera
Se nel campo della tecnologia l'ambiente degli ingegneri è sempre all'avanguardia, in quello dei rapporti sociali fatica a restare al passo coi tempi. Un ottimo esempio è la condizione delle donne ingegnere, in troppi casi ferma al periodo pre-femminismo. Per affermarsi, la donna ingegnere deve infatti lottare contro una lunga lista di stereotipi.

La bruttezza
Qui, obiettivamente, c'è poco da lottare: o si è belli o non lo si è. D'altro canto gli ingegneri uomini non sono proprio degli adoni, quindi dovrebbero stare zitti.

I rapporti di potere uomo/donna
Il sogno di molti uomini è ricreare all'interno degli ambienti ingegneristici una situazione simile a quella dei varietà tv: vecchiardi brutti e grassi che comandano, affiancati da silenziose bonazze in tanga. Per la parte maschile il risultato è raggiunto. Per quanto riguarda le donne, nonostante siano sempre di più quelle, anche carine, che si iscrivono a ingegneria, sembrerebbe più difficile convincerle a mettersi le mutande di paillettes e fare un balletto prima di presentare il loro ultimo progetto.

La mascolinità
E'un sentire comune che l'ingegneria sia una branca della scienza riservata agli uomini, che solo a essi possano interessare turbine, transistor e diagrammi a flusso. Pertanto, se una donna prova ad affrontare queste materie, viene subito tacciata di mascolinità. Si tratta di un pregiudizio palesemente infondato; sarebbe come se dicessimo che gli uomini a cui piace la danza sono tutti effeminati (ehm, forse non è un buon esempio ... ).

Gli esami passati più velocemente
Un'altra meschina insinuazione, del tutto priva di fondamento. Anzi, alle ragazze è richiesta più determinazione, poiché quando chiedono colloquio il professore non le guarda mai negli occhi. Per prepararsi all'esame e simulare le condizioni reali, inoltre, le ingegnere fanno l'ultimo ripasso in compagnia di un bull dog: da uno studio condotto sui professori, infatti, risulta che in corrispondenza dell'interrogazione di una ragazza la produzione di bava aumenta del 400%.

Insomma, vita dura per una donna e ancora lunghi passi da percorrere prima di essere considerata alla pari. Prova ne è che non esiste neppure un termine ufficiale per definirla: ingegnera? Ingegnere? Ingegnere donna? Ingegneressa?

I DIVERSI RAMI

Ingegnere aerospaziale
L'ingegnere è una figura poliedrica, che si occupa un po' di tutto. Ecco una breve guida per districarsi nei meandri dell'ingegneria, con un'avvertenza: nove volte su dieci il lavoro effettivamente svolto da un ingegnere non ha niente a che vedere con il suo titolo di studi.
Esperto di razzi e turbine, si è iscritto a Ingegneria dopo aver visto mille puntate di Star Trek e si è laureato con una tesi sull'Alabarda Spaziale. E' grazie a lui che Goldrake può trasformarsi in un razzo missile, con circuiti di mille valvole.

Ingegnere ambientale
In teoria il suo compito sarebbe quello di rimediare ai disastri ecologici combinati dai suoi colleghi chimici, meccanici, nucleari ecc. In realtà si distingue da essi perché studia e lavora in ambienti pitturati di verde e nel computer ha uno salvaschermo con le margheritine.

Ingegnere biomedico
Lavora nel campo delle protesi, suscitando risolini e ilarità ogni qualvolta confessa la sua professione.

Ingegnere chimico
E un po' il «carabiniere» di Ingegneria. Di lui si dice che chi ha difficoltà con gli studi a ingegneria cambia facoltà. Chi proprio non ce la fa, torna a ingegneria e si iscrive a chimica.

Ingegnere civile
Quello che costruisce case, cavalcavia, ponti ecc. A causa di un malinteso sull'etimologia della propria specializzazione, gli ingegneri civili si sforzano in ogni occasione di essere educati, di parlare a voce bassa, di non mettersi le dita nel naso...

Ingegnere informatico
Ha costruito la sua vita attorno al primo principio dell'informatica:

«Quando qualcosa non funziona, esci e rientra». Si è pure laureato cosi: ogni volta che veniva bocciato? usciva dall'aula e rientrava immediatamente. E piuttosto facile sbarazzarsi di lui a una festa. Basta dirgli: «Ehi si è rotto l'impianto elettrico» e sprangare la porta alle sue spalle non appena esce di casa.
E' il discendente diretto dell'ingegnere elettronico (ormai sorpassato), che aveva costruito la sua vita attorno al primo principio dell'elettronica: «Quando qualcosa non funziona, dai una botta sul televisore» (che i più integralisti applicavano alla lettera, dando una botta sul televisore anche quando era guasta la lavatrice).

Ingegnere gestionale
Si tratta di un banalissimo “quasi ingegnere” elettro-chimico-civil-informat-meccanico che, per aver superato tre esami di economia, crede che il suo primo impiego sarà quello di Vicedirettore Generale alla Fiat. Dopo la laurea lo aspetta un duro risveglio. Al Politecnico quando qualcuno gli chiede “che fai?” “gestionale!!”, segue l'immancabile: “ah, ma allora tu non fai ingegneria…”

Ingegnere dei materiali
Il suo miglior amico non è un uomo, né un cane, ma la tavola periodica degli elementi, che egli si diverte a mischiare come un disk jockey pazzo per ottenere materiali sempre nuovi e, soprattutto, sempre più utili. A chi gli chiede perché l'oro è prezioso risponderà «Perché è un ottimo conduttore». Tra i suoi maggiori exploit ricordiamo l'uso del piombo per le tubature dell'acqua potabile e la creazione del cancerosissimo Eternit, (per fortuna tolto di mezzo dopo pochi decenni dalla sua introduzione sul mercato) il cui inventore è il trionfatore del concorso «il nome più azzeccato della storia».

Ingegnere meccanico
E un po' il tuttofare dell'ingegneria, è la “memoria storica del Politecnico” ma non è specializzato in niente, anche se sa (o dovrebbe sapere) fare un mucchio di cose. Vive accompagnato dalla maledizione di dover sentire sempre la stessa battuta ogni volta che gli si guasta la macchina. «Ma perché non te la ripari da solo? Non sei un meccanico?».

Ingegnere navale
Una delle prime specializzazioni ingegneristiche della storia. L'inventore della zattera, della canoa, del sommergibile, del transatlantico e del mal di mare.

Ingegnere nucleare
«Iscriviti a ingegneria avrai un lavoro assicurato ed interessante. Sarai ricercatissimo». Provate a dirlo a quelli che si sono laureati in ingegneria nucleare nel 1986, pochi mesi prima dei referendum che, di fatto, hanno seppellito la professione sotto uno strato di cemento più spesso di quello sotto cui è sepolto il reattore no 4 di Chernobyl. Da allora, il problema del nucleare in Italia si chiama riconversione delle centrali, delle scorie e degli ingegneri nucleari, la cui professionalità è oggi richiesta come una villetta a Mururoa.

LE RIVALITA'
Questa sua tendenza a ficcare il naso in tutti i rami dello scibile ha spesso causato attriti con gli specialisti dei singoli settori: nell'antichità c'erano problemi con i matematici e i filosofi, poi con gli alchimisti, quindi con i generali. Oggigiorno l'ingegnere gestionale contende i ruoli da Top Manager agli economisti bocconiani e, con l'invenzione della biomedica, è addirittura riuscito a infilarsi in sala operatoria. Ma la rivalità più radicata, che continua anche al giorno d'oggi, è quella con gli architetti.

Ottimi argomenti a favore di questi ultimi è che vestono meglio, guadagnano di più e soprattutto bazzicano in ambienti in cui si incontrano molte più donne, perenne causa di migrazione degli ingegnerini in pausa pranzo, che vanno al bar di architettura «perché i panini sono più buoni».

Per contro, se risaliamo nel tempo fino a scivolare nel mito, vediamo che l'Arca di Noè è senz'altro un grande successo dell'Ingegneria navale, mentre la Torre di Babele è un patetico fallimento ispirato dall'arroganza degli Architetti, da sempre definiti come personaggi “non abbastanza froci per fare gli stilisti, né abbastanza uomini per fare gli ingegneri..!”.


September 26

Attraverso il monsone

 Sto fissando quella porta rotta
non c'è rimasto più niente qui
la mia stanza e fredda,
mi sta facendo impazzire

ho aspettato questo momento così a lungo
ma sembra che il momento sia arrivato
vedo che le nuvole nere stanno tornando di nuovo

corro attraverso il monsone
oltre il mondo, alla fine del tempo
dove la pioggia non ferirà

combatto contro la tempesta, nella sofferenza
e quando perdo me stesso, penso a te
attraverseremo un nuovo posto assieme

attraverso il monsone... solo io e te.

Una mezzaluna scompare dalla mia parte
vedo una visione nella sua luce,
ma ora se n'è andata e mi ha lasciato così solo

so che ora ti devo trovare,
riesco a sentire il tuo nome, non so come.
perchè non possiamo fare in modo che
questa oscurità ci faccia sentire a casa?

corro attraverso il monsone
oltre il mondo, alla fine del tempo
dove la pioggia non ferirà

combatto contro la tempesta, nella sofferenza
e quando perdo me stesso, penso a te
attraverseremo un nuovo posto assieme

attraverso il monsone... hey hey

combatto contro tutto il potere opposto
che si sta mettendo sulla mia strada
lascio che questo mi porti direttamente da te..
correrò tutto il giorno e la notte..

presto sarò con te
solo io e te

saremo lì presto, molto presto

corro attraverso il monsone
oltre il mondo, alla fine del tempo
dove la pioggia non ferirà

combatto contro la tempesta, nella sofferenza
e quando perdo me stesso, penso a te
attraverseremo un nuovo posto assieme
e niente potrà separarmi da te

attraverso il monsone...
attraverso il monsone...
solo io e te
attraverso il monsone...
solo io e te 
 
April 07

Rieccoci dopo un milione di anni

Ciao ragazzi, dall'ultima volta che vi ho scritto è passato un milione di anni, lo so , lo so che non vi sono mancato ;),oggi sabato santo scrivo e aggiorno il mio blog,sono seduto sulla mia sedia ,e sento dolore alla ferita, la fetita che mi ha fatto il chirurgo durante l'operazione...volete sapere come si chiama il chirurgo di cognome? Muoio hiuhiuhiuh,scherzo, è bravissimo, però ho questo dolore anche perchè ho ancora la tosse rimanente della settimana scorsa, mi sono operato lunedì, ogni colpo  di tosse è una coltellata, il quanto la fertia è sull'addome e ho la fascia addominate tagliata, sembroun vecchio nel pieno della senescenza hiuhihuihu.Ragazzi scusatemi per lo sfogo, ci voleva, un saluto e BUONA PASQUA A TUTTI !!!!!
Ragazzi, ammetto che ho sbagliato a srivere le cose che c'erano scritte qui prima che le cancellassi, per mezzo di quelle ho perso un amica, ora non voglio stare a polemizzare, voglio aggiungere solo che non mi sarei aspettato che sabato pomerigio, dopo che ho scritto l'intervento,è venuta a casa mia e mi ha portato l'uovo di pasqua, quello della kinder, quello maxi, ora però è acqua passata, chiedo a tutti scusa, ma soprattutto scusa devo chiederlo a lei, anche se ora l'ho persa, il mio errore è stato di scrivere uno sfogo in publico, uno sfogo che come ha detto lei avrei dovuto scriverlo su un pezzo di carta, la prossima volta farò così.Speriamo che dato che lo ha fatto tante volte, una in più di perdonarmi, riesca a farla, che mi riesca a perdonare e poi voglio dire a tutti che io e lei non siamo stati mai insieme, mettetevelo in testa, e che io per lei,ORA e da un po di tempo,non provo niente, lo dico sinceramente,le voglio bene come un migliore amico, e da tale la vorrei proteggere, ma lei pensa ancora che sia per un secondo fine. ciao e scusate per il disturbo
February 02

LA GIORNATA PERFETTA ....XD

I giorni perfetti...XD

Poichè lo scopo fondamentale di qst blog è pariare, ci sono certe ks ke meritano km minimo di essere pubblicate...leggete un po'...
 
A GIORNATA PERFETTA DI UNA DONNA
08.15 Sveglia con coccole e baci.

08.30 Bilancia: 2 kg in meno rispetto al giorno precedente.
08.45 Colazione a letto con spremuta e brioche, apertura di  regali,
per esempio un gioiello costoso scelto dal partner pieno di
attenzioni.

09.15 Bagno bollente, con oli naturali.

10.00 Allenamento leggero in palestra con un istruttore
personale,carino
e  simpatico.

10.30 Maquillage al volto, manicure, shampoo,massaggio ai
capelli e phon.

12.00 Pranzo con la migliore amica in un locale alla moda.
12.45 Incontro casuale con la ex fidanzata o ex moglie del proprio
partner,  accorgersi che è ingrassata di 7 kg.
13.00 Shopping con gli amici; credito illimitato.

15.00 Riposino.
16.00 Tre dozzine di rose vengono recapitate, da parte di un
ammiratore sconosciuto.

16.15 Nuovo allenamento leggero ; in palestra, seguito da  massaggio,
fatto da un tipo energico ma amichevole che dice di non  aver
mai massaggiato un corpo tanto perfetto.

17.30 Prova e scelta di vestiti
costosi facendo passerella davanti allo
specchio gigante.

19.30 Cena al lume di candela per due, poi a ballare, riempita di
complimenti.

22.00 Doccia bollente (da sola).

22:50 Essere portata a letto con biancheria appena lavata e stirata.

23.00 Coccole.

23.15 Addormentarsi tra le sue forti braccia.



LA GIORNATA PERFETTA DI UN UOMO

06.00 Sveglia.

06.15 Pom**no.

06.30 Grande e soddisfacente cagata mattutina, che consente, tra
l'altro di leggere la  pagina sportiva.

07.00 Colazione: bistecca e uova caffè e toast, il tutto preparato da
una colf nuda. Rutto libero.

07.15 Scoreggia.

07.30 Arrivo della limousine.

07.45 Whisky durante  il tragitto verso l'aeroporto.

09.15 Volo in jet privato.

09.30 limousine con autista verso il campo da golf (pom**no lungo il
tragitto).

09.45 Partita a golf.

11.45 Pranzo: fast food, tre birre, bottiglia di Dom Perignon. Rutto
libero.

12.15 Informazione riguardo ai titoli azionari acquistati il giorno
prima: +32%

12.30 Partita a tennis: vittoria 6-0
contro l'Amministratore Delegato
dell'azienda concorrente.

14.00 Limousine  per tornare all'aeroporto (con bicchiere di whisky).

14.30 Volo a  Montecarlo.
15.30 Uscita a pesca in barca, tutte le accompagnatrici nude.

17.00 Volo a casa, massaggio su tutto il corpo eseguito da Pamela
Anderson.
18.45 Cagare. doccia, sbarbarsi.

19.00 Telegiornale: Michael Jackson assassinato, marijuana e
pornografia legalizzate.

19.30 Cena: antipasto di  gambero, Dom Perignon (1953), bisteccona,
seguita da gelatone servito su seno nudo. Rutto libero.

21.00 Cognac Napoleon e un sigaro
Cohiba di fronte a televisore.
Sport: Italia batte Brasile 11 a 0 con goal del portiere in contropiede.

21.30 Sesso con tre donne (tutte e tre con tendenze lesbiche).

23.00 Bagno e massaggio in vasca, con pizza e birra a portata di mano.
Rutto libero.
23.30 Pom**no della buona notte.

23.45 A letto (da  solo).

23.50 Scoreggia di 12 secondi, con quadruplo cambio di tonalità e
che costringe il cane ad abbandonare la stanza.

24.00 Rutto libero.
 
 
riassunto personale: le donne sono delle egoiste egocentriche, gli uomini dei porci edonisti...e ci lamentiamo dei froci??
 
se ankora nn vi è bastato andate a qst link -> http://www.ecoblog.it/post/1622/coca-cola-e-mentos-il-video-definitivo e vedete un po ke combinano cokina&mentos...ihih!!
ciao a tutti, una bacio a tutte!!!!!!
November 28

beh...qualche rivelazione

ciao a tutti,ora userò questo spazzietto come un diario:già da qualche gorno alessia s non mi interessa più come possibile ragazza, questa decisione è giunta dal fatto che cmq nn posso trare dietro una come un cane che aspetta un'osso, con questo nn voglio dire che ora nn ci sentiamo più, siamo cmq e sempre migliori amici,forse ci vediamo qualche minuto in melo al giorno, ma dato he in generale cmq il tempo che passiamo insieme è tanto non è che c'è da spararsi. poi volgio dire a tutti che purtroppo mi è scesa l'erina ingiunale ed ora nn posso più fare sforzi( non si accettano critiche per prendermi per culo),poi voglo dire che io una persona particolare , anche se posso sembrare un poco suonato, ho un mio pensiero che porto avanti con cooerenza e nn voglio assolutamente cambiare.Per ultimo ma nn per ultimo,anzi, anche se nascondo tutto dietro un sorriso stampato 24h su 24, io soffro molto e ho continue delusioni e cattive notizie sopratutto in questo periodo.fine diario prima parte, tu che hai letto è come te lo avessi detto in confidenza.
November 03

per alessia

(Dimmi quello che vuoi ma non
dirmi che sono come gli altri)
Di sicuro posso dirti che non
voglio perderti,ma neppure vederti
soffrire,ieri sera volevo dirti una cosa
ricordi?
beh avrei voluto dirtela in faccia
ma ora non mi va di parlarne,ma ho
l'esigenza di dirtela,non pensare sia
un tentativo di approccio,sbaglieresti,
me lo sento e te lo dico,
per te può sembrare un'infatuazione,
ti posso sembrare un caso
disperato,quello che vuoi,
ma non sarà così,perchè se fosse
stato come pensi tu,ora non sarei quì,
non sarei stato vicino a te quel sabato dopo
quel brutto venerdì sera,io voglio
solo che tu sia contenta e che trovi la
felicità,però con il ragazzo giusto,
non sto dicendo che lo sono io,
ma,come hai visto con
"...." ma non voglio neppure negarti
gli altri.La cosa che volevo dirti e che
ora non vorrei dirti con una matita dietro
le versioni di latino e che io Peter,Desmo4,
io Gianleo,Ti amo.
Probabilmente ora che leggerai io me ne
sarò già andato,ma spero che quelle mie
5 lettere rimangano a consolarti almeno
per il resto della tua serata!!!!!!! 
Da Gianleo per Alessia:oggi 02 Novembre 2006
 
 
 
Alessia: Gianly sono senza parole,non posso
dirti nient'altro ke T.A.D.B!
& Ti ringrazio x tutte le volte ke mi sei stato
accanto,per tutte le volte ke sono stata male x
qualcosa tu eri lì a consolarmi,x ogni volta ke non
mi sentivo bene tu eri il primo a venire a vedere
come stavo dopo i miei,6 una persona speciale
sei il mio MIGLIORE AMIKO,sei una persona meravigliosa ke tutti dovrebbero avere come
amiko o ke quanto meno dovrebbero conoscere,
una persona ke da quando entra nelle
tue conoscenze non se ne va più ke rimane
impressa,una persona fantastica come te,riesci
a far sorridere tutti ma proprio tutti,sei la prima persona ke riesce a far star bene tutti con un gesto,un sorriso,uno sguardo,oramai ti conosco
benissimo ehehehe ci capiamo con uno sguardo ;P
T.V.T.T.T.T.T.b...non ci sono parole x descrivere
te solo uniko e davvero un amico perfetto,
come lo sei stato con me.
 
 
Sono contentissima di tutto ciò...xkè?
xkè lui è la prima xsona ke mi ha conosciuta in
tutto e x tutto come sono,conosce le mie reazioni,
mi capisce cn uno sguardo,mi fa sorridere,piangere,ridere skerzare
e il tutto lo fa con me,anke quando sto male io...
vedo il lucido negli okki suoi.
lui è quella persona ke mi ha conosciuta
x qll ke realmente sono e se ne è innamorato
è questo ke mi fa felice,sapere ke se ciò
è accaduto è x qll ke sono :) .Mi ha vista di mattina,
di pomeriggio,di sera e tutti i giorni a tutte le ore possibili e immaginabili,era lui ke mi era accanto quando non ce la facevo + x qlk problema...
lui era li a risolvermelo,o almeno a provarci.Tu sai capire se e quando sto male,tu mi sai ascoltare
e consigliare...a volte se sbaglio anke
rimproverare&farmi capire l'errore.
Gianly 6 uniko tvb :°* ....Ale
 
 
 
 
October 03

Per ridere

Una madre entra nella camera della figlia e la trova vuota con una lettera sul letto; presagendo il peggio, apre la lettera e legge quanto  segue:  Cara mamma,  mi dispiace molto doverti dire che me ne sono andata col mio nuovo ragazzo. Ho trovato il vero amore e lui, dovresti vederlo, é cosí carino con tutti i suoi tatuaggi, il piercing e quella sua grossa moto veloce. Ma non é tutto, mamma: finalmente sono incinta e Abdul dice che staremo benissimo nella sua roulotte in mezzo ai boschi. Lui vuole avere tanti altri bambini e questo é anche il mio sogno. E dato che ho scoperto che la marijuana non fa male, noi la coltiveremo anche per i nostri amici, quando non avranno la cocaina e l'ecstasy di cui hanno bisogno. Nel frattempo spero che la scienza trovi un cura per l'AIDS cosí Abdul potrá stare un po' meglio: se lo merita! Non preoccuparti mamma, ho giá 15 anni e so badare a me stessa. Spero di venire a trovarti presto cosí potrai conoscere i tuoi nipotini. La tua adorata bambina.
 
P.S. tutte palle, mamma! Sono dai vicini. Volevo solo dirti che nella vita ci sono cose peggiori della pagella che ti ho lasciato sul comodino. Ti voglio bene!

welcome to Tijuana

 Welcome to Tijuana
Welcome to Tijuana
Tequila, sexo y marihuana
Welcome to Tijuana
Con el coyote no hay aduana



Bienvenida a Tijuana
Bienvenida mi amor
De noche a la mañana
Bienvenido a Tijuana...

Bienvenida mi suerte
A mi me gusta el verte
Bienvenida a Tijuana

Bienvenida a Tijuana
Bienvenida mi amor
De noche a la mañana
Bienvenida mi amor


Bienvenida a Tijuana
Bienvenida tu pena
Bienvenida la cena
Sopita de camaró

Bienvenida a Tijuana
Bienvenida mi suerte
Bienvenida la muerte
Por la Panamericana

Welcome to Tijuana
Tekila, sexo y marihuana
Welcome to Tijuana
Con el coyote no hay aduana
 

 
August 24

sillogismi(ahhhhhhhh)

SILLOGISMI(se a=b,b=c, allora a=c)
SILL.1
Dio è amore.
L'amore è cieco.
Steve Wonder è cieco..
Conclusione: Steve Wonder è Dio
 
SILL.2
Mi hanno detto che non sono nessuno.
Nessuno è perfetto.
Quindi,Io sono perfetto.
Però, Solo Dio è perfetto.
Ma se Steve Wonder è Dio...
Io sono Steve Wonder!!!
Merda!!! sono CIECO!!!
 
SILL.3
Quando beviamo alcol in eccesso, finiamo ubriachi.
Quando siamo ubriachi, dormiamo.
Quando dormiamo nn commettiamo peccati.
Quando nn commettiamo peccati; andiamo in paradiso.
conclusione: x andar in paradiso bisogna esser ubriachi!!!
 
SILL4:
Penso, dunque esisto.
Le bionde sceme non pensano, quindi le bionde sceme nn esistono.
il mio amico dice che è vero perchè esce con una bionda intelligente.
ma se una bionda uscisse con il mio amico sarebbe scema.
Ma anche ammettendo che sia intelligente, dato che le bionde intelligenti, dato che le bionde intelligenti non esistono, il mio amico nn esce con nessuna.
Conclusione: Il mio amico è FROCIO!!!
 
SILL 5:
All giorno d'oggii lavoratori nn hanno tempo di fare niente.
Invece, gli scansafatiche hanno tutto il tempo del mondo.
il tempo è denaro.
Quindi, gli scansafatiche hanno più denaro dei lavoratori.
Conclusione: Per essere ricco NN devi lavorare.
 
SILL 6:
Lo studio è lavoro.
il lavoro è fatica.
la fatica è sudore.
Il sudore è umidità.
L'umidità fa male.
Conclusione: studiare e lavorare sono attivita che fanno
August 05

la partenza

ragazzi, stanotte parto , starò via solo pochi giorni, ma mi sembra dovessi andare a vivere in alasca, anch se vado al caldo , vado con un cuore freddo e gelido , come un cubetto di ghiaccio si sente freddo nel sahara, quindi vi faccio immaginare che tristezza ,cmq raga vi voglio tanto bene, nn cambiate mai e tu alessia ,se mai vedrai questo , nn pensare a luca, se è andata così , ci sarà pure un motivo:) ci sentiamo raga ,al mio ritorno ciao ciao
by gianleo
August 02

Frasi del grande jim morrison

Jim Morrison



..quello dei Doors..


A volte non basta una vita per cancellare un attimo,
ma basta un attimo per cancellare una vita
J. Morrison


Vivere senza tentare, significa rimanere con il dubbio che ce l'avresti fatta
J. Morrison


Se devi vivere tutta la vita strisciando come un verme, alzati e muori!
J. Morrison


Dopo il suo sangue, la cosa migliore che un uomo può dare di sé è una lacrima
J. Morrison


C'è chi aspetta la pioggia per non piangere da solo
J. Morrison


Sorridi anche se il tuo sorriso è triste, perché più triste di un sorriso triste c'è la
 tristezza di non saper sorridere
J. Morrison


La solitudine è ascoltare il vento e non poterlo raccontare a nessuno
J. Morrison


Piangevo perché non avevo le scarpe, poi vidi un uomo senza i piedi
J. Morrison


Quando moriremo andremo sicuramente in Paradiso,
perché l'Inferno l'abbiamo già vissuto qui
J. Morrison


Essere allegri non significa necessariamente essere felici, talvolta si ha voglia di
ridere e scherzare per non sentire che dentro si ha voglia di piangere
J. Morrison


Se sei triste e vorresti morire, pensa a chi è triste
e vorrebbe vivere ma sa di dover morire
J. Morrison


L'anima di una persona è nascosta nel suo sguardo,
per questo abbiamo paura di farci guardare negli occhi
 
J. Morrison


Non è forte chi non cade, ma chi cadendo ha la forza di rialzarsi
J. Morrison


Non pentirti di qualcosa che hai fatto, se quando l'hai fatta eri felice
J. Morrison


Vivi intensamente ogni piccola cosa della tua vita, perché un giorno,
queste piccole cose, sembreranno grandissime
J. Morrison


Non parlare mai di pace e di amore: un Uomo ci ha provato e lo hanno crocefisso
J. Morrison


La vita è una grande avventura dalla quale nessuno è mai uscito vivo
J. Morrison


Smetterò di amarti solo quando un pittore sordo riuscirà a dipingere il rumore
di un petalo di rosa cadere su un pavimento di cristallo di un castello mai esistito
J. Morrison


Se ti dicono che l'amore è un sogno, sogna pure ma non stupirti se ti svegli piangendo
J. Morrison


L'unico modo per sentirsi qualcuno è sentirsi se stessi-
J. Morrison


Non vivere con la paura di morire, ma muori con la gioia di aver vissuto
J. Morrison


Se una mattina ti svegli e non vedi il sole, o sei morto, o sei il sole
J. Morrison


Sii sempre come il mare che infrangendosi contro gli scogli,
trova sempre la forza di riprovarci
J. Morrison


Questa è la fine, una meravigliosa amica. Questa è la fine, la mia sola amica
La fine di dei nostri elaborati progetti, la fine di tutto ciò che esiste. La fine.
J. Morrison


Sono il Re Lucertola, e posso fare qualsiasi cosa:
dialogare coi poteri occulti, evocare le forze del male.
J. Morrison


Ognuno di noi ha un paio di ali, ma solo chi sogna impara a volare.
Jim Morrison


Non accontentarti dell'orizzonte...cerca l'infinito.
Jim Morrison


Un giorno anche la guerra si inchinerà al suono di una chitarra.
Jim Morrison


Se hai un'idea rispettala, non perchè è un'idea, ma perchè è tua.
Jim Morrison


Ama ragazza, e se dicono che é peccato, ama il peccato e sarai pura

Jim Morrison


Alcuni dicono che la pioggia è brutta, ma non sanno che permette di girare a testa
alta con il viso coperto dalle lacrime
Jim Morrison


Non diventerò vecchio: io sono come una stella cadente
Jim Morrison


Il destino si é messo contro di me, peggio per lui..
Jim Morrison

July 16

sono il mio esempio da seguire

oppp, ciao a tutte,come già citato nel mio precedente intervento, ora sono in ricerca di una ragazza con cui pasare dei bei momenti e spero bellissimi, voglio condividere delle stupende emozioni , in modo da potermi invidiare da solo e nello stesso tempo ingelosirmi di me stesso della ragazza con cui passerò questi momenti, ripeto la mia proposta , non voglio l'elemosina da nessuna sia ben chiaro, metto semplicemente un'annuncio aaa: cercasi ragazza con cui uscire p.s.se mi chiamate o mi inviate un messaggiio non d niente per scontato o cose simili
il mio numero nn è cambiatoè sempre lo stesso 3358260831
byebye
by gianleo
July 14

ahahah, che ridere la vita,leggete!

oggi ho scoperto una cosa divertente della virta, non so se avete letto che io uscivo pazzo per una ragazza, il suo nome è alessia,io gli ho scritto una poesia, poi una canzone , però qunado la chiamavo non mi rispondeva mai,, dopo un poco di tempo, precisamente oggi , ho capito che non mi rispondeva semplicemente perchè non voleva più uscire con me.Dico , i oma c'è bisogno di non rspondere hihi, insomma , ho scoperto che uscivo letteralmente pazzo per una bambina di carattere, hahahah, la vita a volte quando meno te lo aspetti ti rioserva una serata, cmq ora lancio un messaggio a tutte le ragazze:poarlate chiaro, non vi nascondete mai, non avete fatrto nulla di male e non si fa soffrrire mai nessuno se si parla chiaroa tu per tu.
cmq ora voglio fare un'annuncio, ora sono in cerca di una ragazza per unscire, voi mi conoscete, io dico nessuno non è rimpiazzabile,e poi le sbandate capitano a tutti ,io ora sono in reset, voglio proprio partire da zero, aspetto le vostre telefonate o un vostro messaggio per chi non se lo rticorda il mio numero è 3358260831
ciao e ricordate , io non ho rimpianti, e pronto per riscatti, e poi sono un ragazzzo amabile:)
cioa ciao! kiss
 
July 12

alessia , questà è una canzone, non quella dell'altra volta

Sono preso a assate in amore ma non con te
mi auguro buona fortuna
perchè noi stiamo per sederci in amore
ora stò sentendo che il nostro potrà essere un'amore di pietra
aspetta! e senti se è d'avvero un'amore di pietra


ma ora stò cercando te
di vedere quello che da fuori non c'è
per sapere ciò che sei
ciò che tu sei per me
non andare lontano da me
voglio stare vicino a te
voglio stae vicino a ... te


ma un bel giorno d'estate
mi facesti capire che..
non volevi stare con me...


questa canzone l'ho scritta per te, la smetti di uscire con altri ragazzi incvece di uscire con me , ti invito ufficialmente ad uscire con me , quando hai una serata libera fammi sapere
 gianleo  per alessia

June 29

Ma perchè....

Questa poesia l'ho composta ieri per una ragazza, non so ancora come dirglielo:
 
 
Ma perchè il mondo gira intorno al sole,
perchè noi siamo soli
ma perchè cambiano le stagioni
perchè così cambia il tuo umore
no!
tu non cambi umore per le stagioni
Ma perchè a volte tremo quando stò con te
perchè crei qualcosa in me
Ma perchè non ci vediamo così spesso,
eppure non abitiamo lontani l'uno dall'altra
perchè la nostra vita gira da se
sai cosa ti dico
le stagioni non cambiano, si trasformano per te,
la vita," falla girare" in modo da poter tremare insieme e
da non rimanere soli tra la gente.
 
Gianleo Giannini 28/06/06
dedicata ad ale
June 18

Sono sconsolato

dopo tanto tempo stanotte ho pianto, ho pianto per una ragazza, che nn voglio dire il nome, per nn farlo sembrare un tentativo di approccio, ma sono stato male, una schifezza.Piangere dopo tanto tempo fa male, perchè ti apre tutto,anche cose che nn vuoi ricordare, come momenti passati da poco, magari la sera stessa, oppure bei momenti passati in compagnia di questa persona, e poi pensi perchè ho fatto alcune cose, perchè alla fine tutto va una schifezza ad alcune personePoi quando smetti di piangere alle2 meno venti( dopo circa mezz'ora) pensi, forse è giusto così,forse è giusto che sia andata in questo modo, io nn sono mai stato fatalista,ma ieri notte lo sono diventato, forse è il fato che vuole che non mi possa mai alzare con la testa alta e con un sorriso, anche solo per un'attimo, giusto il tempo di gustarlo, io sono una persona molto scherzosa, ma i miei sorrisi sono solo apparenze.Chi vuole capire capisce!
June 14

libertà

oggi si è realizzata una voglia di liberà, mi sono finalmente preso la patente per la macchina, ora sono anche patentato,la macchina mi frego quella di mia sorella(già iniziano le liti, ma la spunterò sempre io)hihi, ho fatto l'esame, una scemata, solo tensione inutile, ma cmq l'importante che ora ho un pezzo di plastica che mi consente di guidare ciò che un bambino sogna, ciò che un ragazzo su uno scooter sogna quando è sotto la pioggia in pieno inverno, ora non è più un sogno, posso viaggiare con lo stereo nelle orecchie e scendere la sera con il gel in testa senza rovinarmii capelli con il casco, insomma, sono praticamente libero, grazie a tutti, quando volete farvi un giro con me ,basta chiamare:) il mio numero è 3358260831, ciao a tutti e alla prossima
byebye
June 06

La scuola è finita :) yuppy

ciao a tutte belle e brutte, sono qui a parlare per farvi ricordare di quando noi tutti a scuola andavam la mattina tutti "moggi" e ci dovevam presto alzare per la lezione ripassare. finita la parte rimata da me inventata :) ora stò qui a festeggiare, voi vi direte cosa , ed io: la scuola è finita! evviva la vita! :D come è bello alzarsi la mattina , tu tturu turu tuttu, per poi andare a mare, solo con te e non c'è di male;) sapete, la mia prof di italiano mi ha dato del folle, a io sapete cosa penso , che tra la follia e il genio c'è una limite talmente sottile che avvolte le due si mescolano, hihi.e lo sapete che la miglore medicina è il sorriso, beh, allora sono un buon medico :), cmq è da un poco di tempo che non scrivevo sul blog e prima ero stato molto duro con alcune cose, ma ora, dopo che mi sono tolto un grande stress dalla mente sono più rilassato. Vorrei ringraziere tutti e tutte che mi hanno sostenuto e che mi hanno anche affondato , nella vita ci vogliono anche loro,la mia classe, le ragazze della 1b, 1g,2b,3e,4e,5b che veedrò probabilmente solo all'esame di stato, 3f,4aun mmmm a quelle di 4h,e per ultime ma non ultime quelle di 2e(cugine comprese) un grazie speciale un grazie a tutti i ragazzi(ragazze ho dovuto dirlo , se no si offendono;) ) e vorrei dare un grazie anche ad i miei prof, anche se durante l'anno scolastico li ho odiati un poco tutti( tranne quelli di ed.fisica hihi ) ora mi rendo conto che alla fine hanno creduto in me e anche se qualche prof fa le sparate di fine anno anche quelle viste dopo un poco di tempo fanno ridere. è contro i miei principi , ma una grazie sincero anche alla pantuliano [scandalo] che se anche mi voleva bocciare ( per fortuna che non ci è riuscita) mi ha insegnato che non tutti vogliono che vivi la vita in grazia di dio come si suol dire, secondo me è un poco invidiosa di me, dovrò coltivare il mio orticello, sperando che crescano delle belle piante di ..... :D. grazie a chi stò leggendo e ha avutla pazienza di arrivare fin quì a leggere. a proposito ora mi dimenticavo,,, un grande grazie al dream team che mi ha regalato la gioia di vivere una promozione in serie c, che bello!!!!ora posso dire che non gioco la pallanuoto, io per me la vivo poi gli altri e gli invidiosi dicono quello che vogliono. Ora vi lascio qalle vostre cosucce, alla prossima ciauz!:D
May 11

evviva tuotto,tanto sono in alto mare

sono quì, dovrei fare altro , sono costretto a fare altro , ma invece voglio prendere questo attimo per potermi anche se minimamente sfogare, per poter sperare in un futuro di pace splendente, stò partendo per conoscere il mondo , ma devo ancora conoscere me steso, il confine è così fragile, da poter essere rotto dal suono di una parola detta sottovoce, ma resistente alla più grande delle rabbie. però inerme deve subire tutto e non sa se alzare la voce o no, perchè anche solo una nota potrebbe distruggere tutto quello fatto prima.Ora la cosa importante è che questa parte di me resista fino al momento in cui avrò trovato una stabilità, lo voglio e lo spero.
gianleo tvtb!!!
April 11

fanculo

oggi non è giornata, non è aria , l'unica cosa positiva è che l'unione ha vinto le elezioni, per il resto tutto va veramnete a rotoli, io , che mi reputo un poeta , che scrivo poesie e dovrei avere una grande sensibilità, sono indignato dinanzi ad alcune (x) messe non so per quale motivo da una parte che non rispetta pienamente , ma neanche per mezzicchi quello che vogliono simboleggiare.io mi reputo una persona che cerca sempre di portare avanti qualunque discorso anche se sbagliato , ma ora mi trovo a dover interrompere un discorso pienamente corretto e coerente con me stesso , per colpa di una societè civile che ci vuole vedere tutti stereotipati e monocromi dinanzi alla luce apatica e biancastra delle lampade al neon sul soffitto.Oggi ci sarà una svolta nella mia vita, non so quale sarà , ma sento il desiderio recondito e viscerale di cambire e di provare nuove sensazioni , nuove cose , e di dare il meglio di me, con momenti che passano in fretta come questi che pensi alla vita e credi che è proprio finita,non so cosa ma qualcosa è finita, mi sento fragile e vorrei sentire com'è avere i sogni duri ocme pietre per non far si che il mondo con le sue onde li sbricioli.un uomo senza sogni è comè un uomo senz'anima e diventa apatico, smorto e come stretto dalle catene infinite che limitano la nostra voglia di libertà mentale costretta a tendere verso un qualcosa che c'è ma che sembra irragiungibile, ma è solo questione di tempo , poi riuscirò ad uscire da questo inferno di origine anomale , creato da qualcosa di insensato come può essere fumare una sigaretta o qualcos'altro che ti crea però una momentanea sensazone di libertà e di indipendenza , per sentirsi , per illudersi di di potere fare tutto anche senza che nessuno ti dica niente , anche se c'è un sistema incontrovertibile capace di farti credere che anche la più minima cosa può essere così straordinaria da poter farti venire voglia di piantare tutto e di mandare a fanculo e di prendere lo scuter e di andarsene da soli a fanculo da qualche parte isolata , e metre ci arrivi rischi la vita e confidi in te stesso facendo cose che normalmente non sei portato a fare, come correre per la costiera perennemente con il cavalletto che in curva fa le scintille, per dimostrare a te stesso che sei in grado anche tu di fare ciò che ammiri da altri che di queste cose le fanno per professione, in modo da creare un qualunque genere di sicurezza, la sicurezza di qalcosa , è questa la vera droga della vita.
January 30

Nomination!!!

sONO STATO NOMINATO DA FRANCESCA ED ORA TOCCa a me
 
consiste nell'elencare almeno 5 delle mie particolarità e poi nominare altre 5 perzone
 
1) Ho Tante nozioni di tutto ma poi quando mi interrogano a scuola nn so mai niente
2)mi agito quando parlo di politica (anche se nn so quanto ne capisci[detto da teresa])
3)sono sempre simpatico e voglio ridere sempre anche durante le interrogazioni (esempio oggi nell'interrogazione ho detto che Dante aveva nostalgia nella notte perchè quando tornava a casa dal lavoro e rivedeva la sua famiglia era notte:D)
4)i miei pensieri nn sono mai fissi anche durante le interrogazioni o i compiti in classe penso nn so ad una partita di pallanuoto o ad un moto in particolare e fantastico e perdo tempo e così anche quando gioco penso ad una ragaza o ad una barzelletta, in poche parle la mia concentrazione la trovo solo in occasioni uniche
5)sono fissato con la lotta politica ed i cortei e amo l'uds ( frappy torna all'associazione)
6)voglio sempre fare tutto ma faccio sempre poco anche quando lavoro o studio
7)quando stò sul mezzo da solo inizio a correre come un pazzo sempre a manetta(intorno ai 90-95 perchè più di tanto nn fa) e a cantare la prima canzone che mi viene per mente ma stranamente nn perdo attenzione sulla strada.
 LE PERSONE CHE NOMINO SONO:
1)Marianna
2)Gaetano (manks04@hotmail.it)
3)Ugo
4)Rita (Tita)
5)Giovanni natella
6)Francesco fiore
7)pasquale
8)tutti quelli che leggono:D
January 24

SE..

Se...


  • Se lei ti morde un orecchio, ma quella lei è un Rottweiler...

  • Se lei ti dice: "Lasciati andare", ma tu sei appeso al cornicione...

  • Se una mattina arrivi in anticipo al lavoro e pensi: "Che culo non ho trovato traffico", ma poi ti accorgi che è Domenica...

  • Se la fortuna è cieca, ma tu sulla fronte hai scritto: "Sono sfigato" in braille...

  • Se pesti una merda e dici: "Porta fortuna!"... ma sei in salotto...

  • Se ti sei montato la testa, ma non hai seguito le istruzioni...

  • Se la vita è una ruota, ma sulla tua gira un criceto...

  • Se la prima volta che hai fatto l'amore è stata un'esperienza unica, ma purtroppo è stata un'esperienza unica...

  • Se giochi a nascondino, ma nessuno ti viene a cercare...

  • Se lei ha il viso d'angelo.. ma Angelo è tuo fratello...

  • Se hai un sogno nel cassetto.. ma ti hanno fottuto la scrivania...

  • Se una sera decidi di fargliela pesare... e scopri che sono due chili...

  • Se hai vinto una vacanza a Capri ma ci abiti da trent' anni...

  • Se il tuo viso sprigiona una luce, ma è solo perché hai le dita nella presa...

  • Se parli sette lingue, ma tutte in Italiano...

  • Se lei ti tiene sulla corda, ma da anche un calcio allo sgabello...

  • Se non ti entra la retro, ma nel retro ti entra...

  • Se a Capodanno hai trombato, ma poi hai capito che i proverbi sono solo una gran presa per il culo...

  • Se hai preso il coraggio a due mani, ma poi guardi bene... non è il coraggio.. e forse non servivano nemmeno due mani...

  • Se il paese va a puttane e sono tutti a casa tua...
     

Se succede tutto questo e tu riesci a mantenere la calma mentre tutti attorno a te hanno perso la testa.. forse non hai capito bene che cazzo sta succedendo.

 

January 03

...

E crescendo impari che la felicità non e' quella delle grandi cose. Non e' quella che si insegue a vent'anni, quando, come gladiatori si combatte il mondo per uscirne vittoriosi...

La felicità non e' quella che affanosamente si insegue credendo che l'amore sia tutto o niente ... non e' quella delle emozioni forti che fanno il "botto" e che esplodono fuori con tuoni spettacolari...

La felicità non e' quella di grattacieli da scalare, di sfide da vincere mettendosi continuamente alla prova. Crescendo impari che la felicità e' fatta di cose piccole ma preziose.... ...e impari che il profumo del caffe' al mattino e' un piccolo rituale di felicità, che bastano le note di una canzone, le sensazioni di un libro dai colori che scaldano il cuore, che bastano gli aromi di una cucina, la poesia dei pittori della felicità, che basta il muso del tuo gatto o del tuo cane per sentire una felicità lieve. E impari che la felicità e' fatta di emozioni in punta di piedi, di piccole esplosioni che in sordina allargano il cuore, che le stelle ti possono commuovere e il sole far brillare gli occhi, e impari che un campo di girasoli sa illuminarti il volto, che il profumo della primavera ti sveglia dall'inverno, e che sederti a leggere all'ombra di un albero rilassa e libera i pensieri. E impari che l'amore e' fatto di sensazioni delicate, di piccole scintille allo stomaco, di presenze vicine anche se lontane, e impari che il tempo si dilata e che quei 5 minuti sono preziosi e lunghi più di tante ore, e impari che basta chiudere gli occhi, accendere i sensi, sfornellare in cucina, leggere una poesia, scrivere su un libro o guardare una foto per annullare il tempo e le distanze ed essere con chi ami. E impari che sentire una voce al telefono, ricevere un messaggio inaspettato, sono piccolo attimi felici. E impari ad avere, nel cassetto e nel cuore, sogni piccoli ma preziosi. E impari che tenere in braccio un bimbo e' una deliziosa felicità. E impari che i regali più grandi sono quelli che parlano delle persone che ami...

E impari che c'e' felicità anche in quella urgenza di scrivere su un foglio i tuoi pensieri, che c'e' qualcosa di amaramente felice anche nella malinconia. E impari che nonostante le tue difese, nonostante il tuo volere o il tuo destino, in ogni gabbiano che vola c'e' nel cuore un piccolo-grande Jonathan Livingston. E impari quanto sia bella e grandiosa la semplicità.